‘Pocho’, piccolino. Così, con un aggettivo, un paragone, Ezequiel Lavezzi è entrato nel cuore del Napoli. Genio, sregolatezza, a tratti anche irriverenza. L’attaccante che galleggia sul pallone, che lo spinge con forza difendendolo con quel corpo dal quale nessuno si aspetta possa uscire una tale forza, ha infiammato il San Paolo in una notte d’inverno. Velocità, potenza e tiro. Ma Ezequiel Lavezzi spacca anche le opinioni. Non è un bomber, ma è uno che i gol li fa segnare. Di suo, ci ha messo lo zampino 5 volte in questo campionato, in 19 partite. Poche,non certo un rendimento da bomber. Marino, però, lo scorso 5 luglio lo ha portato a Napoli non per le sue doti realizzative, ma per la sua capacità di saltare l’uomo in velocità e soprattutto pr la sua imprevedibilità.
Eppure, il destino aveva già riservato un ruolo all’argentino nel campionato italiano. In Italia, lui, già c’era arrivato nell’estate del 2004, ma quando il Genoa fu retrocesso in serie C1, dopo aver appena conquistato la promozione in A, il ‘pocho’ dovette rinunciare al suo sogno di giocare in Italia, colpa di un illecito sportivo del club di Preziosi.
Oggi, l’Italia l’ha conquistata con i suoi colpi, ma gli manca continuità, quella continuità che può essere l’arma in più del Napoli in campionato, perché Lavezzi, non sempre, ha giocato come contro l’Udinese all’andata o al ritorno o come all’Olimpico di Roma.
Ma Ezequiel è un calciatore in cerca di un marchio. Una traduzione sbagliata al suo soprannome ha portato tutti a chiamarlo il fulmine, ma in realtà, Pocho significa scolorito o piccolino. In realtà, lui un appellativo ce l’ha, viene chiamato El loco. Ezequiel lo rifiuta, ma nel frattempo continua a riempirsi di tatuaggi: ne ha ben 11, ognuno con un significato particolare della sua vita e della sua carriera. Insomma, Lavezzi ha il vizio di stamparsi le emozioni sulla pelle. Presto farà un altro tatuaggio, quello dello stemma del Napoli (ha già quello del San Lorenzo, la sua ex squadra e del Rosario Central, club di cui è tifoso), ma contro il Catania mostrò a tutti il tatuaggio con Maradona che palleggiava.
Insomma, un tipo particolare, uno scugnizzo argentino che magari non farà tanti gol e non avrà continuità, ma basta guardare alle prodezze che hanno deciso la partita con l’Udinese, per capire le grandi potenzialità di un calciatore che ancora deve mostrare tutte le sue doti.
lunedì 4 febbraio 2008
Ecco perchè Lavezzi ha conquistato Napoli
fonte: resport.it
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