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mercoledì 5 marzo 2008

Reja: "Con noi Napoli sorride"

Una particolare tensione lo aveva accompagnato domenica sera verso il San Paolo e la sfida con l’Inter. «Ero preoccupato per la partita - dice a "Il Mattino" - e i risultati del pomeriggio. Pensavo ai nostri trenta punti e alle squadre che erano alle nostre spalle, all’effetto che un’altra sconfitta avrebbe potuto provocare». Zalayeta e l’orgoglio del Napoli hanno scacciato le paure di Reja. È stata una notte magica per sessantamila tifosi, per la squadra e per quest’uomo del Friuli che porta Napoli nel cuore. Dallo stadio Reja è uscito da trionfatore, come poche altre volte gli è capitato in tre anni. L’ultima partita al San Paolo, quella con l’Empoli, l’aveva persa e giù dalla tribuna insulti, l’invito a lasciare presto quella panchina. Rapporto non facile a dispetto delle due promozioni. «Non bisogna chiedere a me perché vengo fischiato e contestato. Non sarò molto simpatico, d’altra parte io credo che le chiacchiere non fanno i miracoli. E non cambierò mai». Napoli brutto e sconfitto dal Genoa mercoledì, travolgente contro l’Inter domenica: proviamo a spiegare, Reja. «Ma io l’ho rivista quella partita. A Marassi eravamo partiti bene, tutto funzionava fino a metà campo. Bisogna considerare che Sosa e Calaiò giocavano la seconda partita insieme in campionato. La difesa è stata per lunghi tratti efficace. Abbiamo tirato poco in porta, questo sì». Quella contro i campioni d’Italia è stata la partita perfetta, escluso l’errore di Zalayeta dal dischetto. «Sono contento per i ragazzi, che hanno sofferto molto in questo periodo: puoi essere finché vuoi convinto dei tuoi mezzi, ma se non arrivano i risultati... Cosa è accaduto nelle ultime settimane? Ci sono stati infortuni, un po’ è calata la condizione. La vittoria sull’Inter è importante sotto l’aspetto della classifica e delle motivazioni in vista del rush finale. E avremmo potuto segnare altri gol, come è accaduto nelle due partite con la Lazio al San Paolo». L’eliminazione dalla coppa Italia e il pareggio in campionato, le accuse di De Laurentiis e lo scontro tra voi due negli spogliatoi. «In quelle due partite ho contato sedici palle gol del Napoli. Sedici, dico. Eppure siamo stati fischiati. Certo, contano i risultati e sono molto soddisfatto dell’ultimo, la vittoria sulla squadra campione d’Italia, la più forte d’Europa». C’erano otto assenti nell’Inter. «Faccio i nomi di alcuni tra quelli che erano in campo: Julio Cesar, Materazzi, Vieira, Figo, Zanetti, Crespo». È stata la vittoria dei più giovani. «È il primo campionato in serie A per tutti, o quasi: solo Mannini l’aveva fatta anni fa a Brescia. Hanno qualità, lasciamo crescere bene questi ragazzi, senza pressioni. Rappresentano un capitale per la società». Come si spiegano alti e bassi del Napoli? «Un po’ di problemi tra gennaio e febbraio. Poi c’è un dato con cui confrontarsi: abbiamo cambiato tanto nel corso di questi anni, ad esempio la squadra che ha affrontato l’Inter era composta per otto undicesimi da giocatori che non c’erano nello scorso campionato. E, infine, la A non è la B». Reja è tornato al 3-5-2 dopo aver tentato il 4-3-1-2. «Contro l’Inter abbiamo giocato con quattro difensori quando Mancini ha schierato i tre attaccanti. La linea a cinque consente un’adeguata copertura e dà l’opportunità per ripartire». I sessantamila hanno spinto il Napoli verso la vittoria sull’Inter. «La gente non finisce mai di stupire, regala sensazioni uniche. Sono qui da tre anni e mi sono chiesto spesso qual è la scintilla che scocca al San Paolo. Napoli ha tanti problemi sociali, eppure i tifosi sono sempre qui, al nostro fianco. Noi cerchiamo di aiutarli a dimenticare, almeno per un giorno, le difficoltà quotidiane». La gente non dimentica che due anni fa il Napoli giocava contro il Chieti in C1 e un anno fa se la vedeva con l’Albinoleffe in B, in questo campionato ha fermato la Roma e battuto Juve e Inter. «Le due promozioni hanno dato grosse soddisfazioni ai protagonisti e al pubblico. De Laurentiis, con i suoi investimenti, è stato l’artefice principale della risalita. Marino ha esperienza e capacità, sa governare bene il Napoli». De Laurentiis e Marino hanno elogiato Reja dopo la vittoria sull’Inter, il direttore generale spera che in estate arrivi la sua firma sul nuovo contratto. «Vorrei trattare il meno possibile questo argomento. Non mi piacciono le chiacchiere, si dice una cosa dopo una vittoria e si dice l’esatto contrario in un momento negativo. A me interessa la partita di domenica con la Roma: non vado molto in là con i ragionamenti, come si vede». Ma Reja considera possibile la permanenza a Napoli oppure il 18 maggio ci sarà l’addio? «Valuterò tra maggio e giugno se ci sono le premesse per proseguire in questo rapporto, cominciato nel 2005, a metà del primo campionato di C1. Ma non sono disposto a barattare la mia dignità con un contratto. Io sono fatto in un certo modo, non vado a caccia di soldi e di considerazione. A me interessa la partita con la Roma e, in prospettiva, chiudere la stagione nella migliore posizione possibile di classifica». La salvezza come obiettivo in questa stagione. Come sarà il futuro del Napoli? «La base è buona. Però siamo all’alba e al progetto va data concretezza. Questo gruppo, nel tempo progressivamente migliorato, ha valori tecnici e umani. Occorre completarlo con due o tre innesti di spessore per raggiungere certi obiettivi. Un passo alla volta, così il Napoli recupererà lo scenario adeguato alla sua gente e alla sua dimensione».

fonte: calcionapolinews.com

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