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martedì 18 marzo 2008

Santacroce, un’altra sfida: «Fermerò Mutu»

FRANCESCO MAROLDA Difensori si nasce. Ne sa qualcosa Fabiano Santacroce, il giovanotto che si sta rilevando il miglior acquisto azzurro di gennaio. L’altro giovane e buon affare dopo Lavezzi e Hamisk, per capirci. Ma essere difensori può essere anche affare di famiglia. Tradizione, insomma. E lui, Fabiano, sa bene pure questo, perché è il terzo terzino discendente per ramo materno, quella dei Dos Santos. Prima di lui proprio mamma Fatima, brasiliana di Bahia, grande appassionata di pallone e a Brescia terzina - mano a dirlo - della divertente e divertita formazione delle mamme e delle mogli delle rondinelle e poi Alessandro, suo cugino. Figlio d’un fratello della mamma, trent’anni e un po’, Alessandro Dos Santos è assai più noto come Alex e punto. Sì, è proprio lui. È quell’Alex brasilano naturalizzato giapponese, difensore - è ovvio - dei «Diamanti rossi», i Red Diamonds di Urawa che a dicembre scorso a Yokohama hanno affrontato il Milan nella semifinale del Mondiale per club e anche, o soprattutto, nazionale del Giappone. Da mamma Fatima a Fabiano passando per il cugino Alex, dunque. Essere difensori è proprio un affare di famiglia per Fabiano Santacroce, reduce da un’altra bella prova. Se l’è vista con Quagliarella, Bellucci e Cassano, Suazo e Balotelli, Vicinic e l’altra notte con Del Piero e Trezeguet e se l’è sempre cavata egregiamente, il non ancora ventiduenne difensore che il Napoli ha pagato 4,2 milioni. «Ma non credere di aver fatto chissà cosa», gli hanno detto gli altri azzurri dopo la sfortunata (per il Napoli) notte bianconera. Nonostante la sconfitta, infatti, a Santacroce non sono mancati i complimenti della squadra. «Non montarti, però, perché ora viene il bello. La prossima volta - gli hanno detto e a rivelarlo è Pierpaolo Marino - dovrai vedertela con Mutu, che è tra i calciatori più in forma del momento». Un sorriso e una risposta. «Sotto un altro. Mercoledì - ovvero già domani sera - toccherà a lui. Lo sto già aspettando», la replica tra lo scherzo e il serio del difensore azzurro già gasato dal prossimo confronto. Mamma brasiliana e papà di Monza, Santacroce è quello che si dice un buon figlio di famiglia. L’animo di Bahia e il rigore della Brianza in felice comunione in questo giovanotto sfiorato anche dalla napoletanità. Suo padre, assieme ai suoi genitori, infatti, ha abitato a lungo sulle sponde del lago di Lucrino. Una decina d’anni, poco meno. Poi l’addio, ma la terra gialla di Pozzuoli mai dimenticata. Così come gli amici dai quali la famiglia Santacroce torna spesso. Quando «Lo schioppo» li mette in libertà. «Lo schioppo» è il ristorante che Fabiano assieme ai genitori ha aperto sul mare dell’isola d’Elba. «Si mangia che è una meraviglia», giura il difensore azzurro che dando retta alla sua metà brianzola già fa investimenti per un futuro ancora assai lontano.

fonte: ilmattino.it

1 commento:

Anonimo ha detto...

Semplicemente unico!Annarita(Napoli)